Cos’è la gamification e perchè è uno strumento prezioso

Cos’è la gamification e perchè è uno strumento prezioso
gamification

Parola chiave in molti uffici marketing, tormentone aziendale, misteriosa serie di attività proposte da consulenti ed esperti, la gamification è uno dei termini ricorrenti negli ultimi anni all’interno di molte imprese ma, esattamente, cosa vuol dire?

Secondo la definizione più classica si tratta di applicare regole e meccaniche d’interazione mutuate dal mondo dei giochi al fine di spingere clienti, dipendenti e collaboratori a raggiungere determinati obiettivi aumentandone la motivazione attraverso lo stimolo fornito da premi, competizioni e sfide tra singoli e squadre. In poche parole si tratta di un metodo per conseguire dei risultati in maniera coinvolgente e divertente, riducendo la pressione psicologica data da scadenze, incombenze e traguardi da raggiungere.

Perchè la gamification funzioni sono essenzialmente necessarie due componenti: l’applicazione di dinamiche efficaci e l’uso delle giuste tecnologie. Per dirla con le parole di Gabe Zichermann, co-autore di uno dei libri di riferimento sull’argomento, “Gamification by Design”: “La gamification è per il 75% Psicologia e per il 25% Tecnologia“.

Dal punto di vista psicologico, grazie al modello sviluppato dal professor B.J. Fogg dell’università di Stanford, è possibile individuare 3 fasi fondamentali per coinvolgere nel gioco in maniera efficace i partecipanti, sia che si tratti di clienti a cui far compiere delle azioni, sia che si tratti di membri del team da stimolare per raggiungere specifici obiettivi.

1)  Fornire una motivazione.

Il punto di partenza è dare alle persone un motivo per partecipare: il meccanismo del gioco e della sfida è profondamente radicato nella mente umana ed è uno stimolo potentissimo ma perchè funzioni al meglio è fondamentale che i giocatori abbiano davanti a loro un premio, una meta, un obiettivo che ne attiri l’attenzione e ne aumenti la determinazione. La scelta dei benefit e dei premi è importantissima perchè più accurata sarà, maggiore sarà la spinta a competere che si genererà nel gruppo

2) Fornire degli strumenti per partecipare.

Perchè la gamification funzioni è necessario che tutti i soggetti coinvolti abbiano a disposizione, almeno all’inizio, le stesse possibilità e gli stessi strumenti per scalare le classifiche; in poche parole, quando si vuole adottare la gamification per ottenere dei risultati positivi è necessario includere uno o più momenti formativi e di preparazione per evitare che si possa insinuare tra i partecipanti che qualcuno possa essere stato avvantaggiato dall’organizzatore.

3) Offrire uno spunto da cui partire 

Ogni attività di gamification che si rispetti ha bisogno di un momento di avvio (il cosiddetto Kickoff) che funga da momento zero da cui far partire la sfida. Le possibilità a disposizione di un’azienda sono molte: un evento dedicato, un’attività di team building, una comunicazione ufficiale, una serie di email nei primi giorni d’avvio…in base alla sfida progettata si possono creare differenti soluzioni. Nel caso di competizioni sul lungo termine vanno progettati stadi intermedi in cui verificare l’andamento dell’attività, consegnare premi speciali, festeggiare chi sta ottenendo risultati e motivare chi è in difficoltà!

La cosa più importante è il tempismo: se tutte le meccaniche del gioco non si attivano simultaneamente e in maniera coordinata il rischio è che i partecipanti perdano rapidamente l’interesse in ciò che stanno facendo.

Quali sono i principali strumenti che si possono usare per coinvolgere i partecipanti?

  • Ricompense: un premio è qualcosa che ricevi e che ti fa stare bene e la soddisfazione, il sentirsi bene è l’elemento chiave di una buona gamification. Che siano oggetti, somme di denaro, particolari benefit o medaglie e”livelli” di punteggio virtuali poco importa. L’importante è che ogni azione positiva venga premiata e valorizzata.
  • Paura di perdere: la maggior parte delle persone è più preoccupata di perdere i benefici ottenuti che guadagnarne di nuovi e quindi è possibile sfruttare quest’avversione alla privazione per motivate i giocatori a partecipare. È il meccanismo tipico di molti giochi online (Travian, Farmville…) dove il player è stimolato a connettersi per paura di perdere benefici e obiettivi raggiunti nel tempo.
  • Feedback: comunicano al giocatore in tempo reale che determinate azioni sono state registrate e se abbinate ad una grafica accattivante permettono di dare un’indicazione istantanea dei progressi fatti e di quanto manca al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
  • Reputazione: nella gamification condividere i propri risultati con gli altri giocatori e monitorare contemporaneamente l’andamento dei competitor è una leva motivazionale potentissima! Le classifiche (o board) diventano uno stimolo potentissimo a fare sempre meglio, del resto…chi non vorrebbe essere sul gradino più alto del podio o in testa ad una classifica?

Adottare processi di gamification all’interno della propria azienda può rivelarsi una strategia vincente per migliorare le performance dei dipendenti e contemporanemente inserire  nuovi comportamenti virtuosi sfruttando le dinamiche del gioco: pensate a quanto efficace può essere utilizzare la gamification nella fase d’adozione di un crm mobile per accelerare la rete vendita: impostando i giusti obiettivi e le corrette ricompense è possibile motivare in maniera organica e naturale l’intero team ad utilizzare quotidianamente il nuovo strumento, riducendo in maniera sensibile il tasso d’abbandono o lo scarso utilizzo.

Ora che sai cos’è la gamification, se hai deciso di utilizzarla ricordati che l’importante è non improvvisare niente: affidati a piattaforme e sistemi seri e affidabili e, soprattutto, non dimenticarti mai che, anche se in modo divertente, stai utilizzando uno strumento e che si sta facendo “tutto con il gioco ma niente per gioco”.

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Edoardo Ribichesu

Edorardo Ribichesu – Founder & CEO
Realisti.co