Perchè dovreste investire il denaro in esperienze e non in oggetti

Perchè dovreste investire il denaro in esperienze e non in oggetti

Benvenuti in “Scelti da Sellf”, un appuntamento settimanale sul nostro blog dove il team di Sellf sceglie e traduce i migliori articoli dal web sul mondo della vendita, imprenditoria e crescita personale. L’articolo di oggi è di Travis Bradberry contributor di Forbes.com, sito della storica rivista dedicata ad economia e finanza, fondata nel 1917.

Quando si lavora duramente ogni giorno e rimane un po’ di denaro da parte dopo le spese ordinarie, è necessario assicurarsi che sia ben speso. Per questo investite i vostri fondi in ciò che la scienza dice vi renderà felici.

Il paradosso del possesso.

Uno studio ventennale condotto dal Dottor Thomas Gilovich, professore di psicologia alla Cornell University, ha ottenuto una conclusione semplice quanto potente: non spendete soldi per accumulare cose! Il problema degli oggetti è che la felicità che forniscono svanisce molto velocemente e ci sono tre ragioni cruciali a sostegno di questa teoria:

1. Ci abituiamo velocemente ai nuovi acquisti. Quello che una volta sembrava nuovo ed emozionante diventa rapidamente “normale”.

2. Continuiamo ad alzare l’asticella.  Nuovi acquisti portano a nuove aspettative. Non appena ci abituiamo a un nuovo oggetto, ne cerchiamo uno migliore.

3. I Joneses sono sempre in agguato nelle vicinanze. (N.d.R. I Joneses sono i protagonisti dell’omonimo film statunitense del 2009 in cui una finta famiglia stimola gli acquisti nella loro cittadina attraverso l’esibizione del proprio stile di vita) Le proprietà alimentano per loro stessa natura i paragoni. Se compriamo un’auto nuova, per esempio, siamo felici ed emozionati fino a quando un’amico non ne compra una migliore…e c’è sempre qualcuno con auto più bella della nostra.

Gilovich sostiene che uno dei nemici della felicità è l’adattamento: “Compriamo cose per renderci felici, e ci riusciamo. Ma solo per un po’! Gli oggetti nuovi sono eccitanti in un primo momento ma poi ci adattiamo in fretta.”

Il paradosso del possesso è che diamo per scontato che la felicità che otteniamo dal comprarci qualcosa durerà tanto quanto l’oggetto stesso. Sembra intuitivo che investire in qualcosa che possiamo vedere, sentire e toccare sempre, offra il miglior valore. Ma è sbagliato. Gilovich e gli altri ricercatori del suo team hanno scoperto che le esperienze, anche se fugaci, offrono una felicità più persistente di quella fornita dal possedere oggetti.

Ecco perchè:

Le nostre esperienze diventano parte della nostra identità.

Noi non siamo i nostri beni, siamo l’insieme di tutto ciò che abbiamo visto, delle cose fatte, dei luoghi in cui siamo stati. L’acquisto di un Apple Watch non cambierà chi siete; prendersi una vacanza dal lavoro per fare trekking sui Monti Appalachi invece, quasi certamente, sì.

Le nostre esperienze sono parte di noi stessi molto più di quanto lo siano i nostri oggetti“sostiene Gilovich. “Potete tranquillamente amare i vostri beni materiali e pensare che parte della vostra identità sia correlata ad essi ma comunque restano separati da voi. Al contrario, le vostre esperienze sono davvero parte di voi, poichè tutti noi non siamo altro che la somma totale delle nostre esperienze.

I confronti contano poco.

Generalmente non paragoniamo le esperienze vissute con lo stesso metro con cui misuriamo i beni materiali. In uno studio condotto ad Harvard, quando è stato chiesto ai soggetti se preferissero avere uno stipendio molto alto ma più basso rispetto a quello dei loro coetanei o se preferissero uno stipendio più basso ma migliore di quello degli altri, in molti non hanno saputo rispondere con certezza. Ma quando è stato posto lo stesso quesito in relazione alla durata delle ferie, la maggior parte dei tester ha risposto che preferivano una vacanza più lunga, anche se proporzionalmente più breve rispetto a quella dei loro conoscenti.

È difficile quantificare il valore relativo di due esperienze qualsiasi, il che, le rende ancora più piacevoli! 😉

Le aspettative (invece) contano!

Gilovich ha studiato i meccanismi dell’aspettativa e ha scoperto che l’attesa di un evento genera eccitazione e divertimento mentre l’attesa di possedere un oggetto genera impazienza. Le esperienze sono piacevoli a partire dalle primissime fasi di progettazione, lungo tutto il percorso che vi porta a viverle, fino ai ricordi che conserverete per sempre.

Le esperienze sono fugaci (ed è un bene).

Avete mai comprato qualcosa che poi non si è rivelato così figo come credevate? Una volta comprato resta lì a ricordarvi la vostra delusione. Anche quando l’acquisto vi soddisfa, il rimorso del compratore può spingervi a pensare: “Certo, è figo ma probabilmente non valeva la spesa!”

Questa cosa non vale per le esperienze che viviamo: il solo fatto che siano limitate nel tempo le rende preziose, e il loro valore tende a crescere col passare del tempo.

Bisogna mettere tutti i pezzi assieme.

Gilovich e colleghi non sono gli unici a sostenere che vivere esperienze ci renda più felici del possedere cose. La Dottoressa Elizabeth Dunn dell’Universita della British Columbia ha studiato il medesimo argomento  e attribuisce la felicità temporanea ottenuta comprando beni materiali a quelle che lei definisce “pozze di piacere”. In altre parole questo tipo di soddisfazione tende ad evaporare velocemente e a lasciarci con la voglia di averne di più.

Gli oggetti durano di più delle esperienze ma sono i ricordi che conserviamo che contano più di tutto!

E voi? Cosa vi rende più felici, esperienze o cose? Se vi fa piacere potete condividere con noi le vostre considerazioni nei commenti!

Questo articolo è stato tradotto e adattato dall’articolo originale: “Why you should spend your money on experience, not things” di Travis Bradbarry, autore del libro “Emotional Intelligence 2.o” e co-founder di TalentSmart Credits foto copertina: Shutterstock

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