Da controllore a tutor: l’arte del team leader di successo

Da controllore a tutor: l’arte del team leader di successo
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Essere leader è un po’ come fare l’equilibrista. Il segreto di un team di successo è l’equilibrio, e deve essere proprio il leader a crearlo.

Se ti è mai capitato di lavorare in team, avrai sicuramente notato gli errori dei tuoi leader: qualcuno sarà stato troppo restrittivo, diventando come un controllore, mentre altri saranno stati troppo permissivi, perdendo il polso sul team.

Ora che il leader sei tu, non vuoi ripetere i loro errori. Come ben sai, un passo falso può risultare in scarsi risultati o addirittura nell’abbandono del team da parte delle risorse, che cercano lavoro altrove.

Come fare? Il segreto sta proprio nel riuscire a bilanciare diversi estremi del tuo modo di interagire con i collaboratori. Vediamo insieme gli assi principali sui quali devi imparare a destreggiarti:

1. Controllo vs Autonomia

Questo è il primo asse, che spesso si dà per scontato. Ti avranno probabilmente detto che il ruolo del leader è quello di controllare il team, ma in realtà è l’opposto: il tuo obiettivo deve essere controllare i tuoi collaboratori il minimo possibile, assicurandoti che ciascuno diventi autonomo e lavori nella giusta direzione. Le persone non devono interpellarti ogni volta che hanno un dubbio, né riportare a te tutto ciò che hanno fatto in modo costante: in questo modo possono lavorare meglio, sentendosi più gratificati, e tu puoi occuparti di cose più importanti.

Al contempo, però, devi avere ben chiaro cosa sta succedendo nel tuo team e verificare i risultati delle loro azioni senza essere invadente, in modo da poter prendere le necessarie misure correttive.

Un modo per facilitare questo equilibrio è utilizzare strumenti per tracciare il lavoro quotidiano, come ad esempio Harvest App, e applicazioni per la condivisione delle attività e dei risultati del team, come ad esempio la stessa Sellf, dove il team leader può avere sotto controllo le singole attività dei collaboratori.

2. Ascolto vs Comunicazione

Un team è la somma di competenze, background e caratteri diversi. Ti sarai sicuramente accordo che ognuno dei tuoi collaboratori ragiona in modo diverso, ha priorità differenti e un modo personale di approcciare il lavoro. Come avrai capito la tua bravura sta proprio nell’armonizzare tutte queste differenze, e come farlo se non ascoltando ogni persona? Capire quali sono i problemi, quali le idee e i desideri di ciascuno è il primo passo per migliorare l’atmosfera e la qualità del lavoro delle persone.

L’ascolto, però, va bilanciato con la capacità di comunicare in modo efficace: non è possibile accontentare tutti, quindi è importante saper spiegare le proprie scelte e motivare le persone a superare i propri modi di vedere le cose.

Molto utile per impostare un corretto clima di ascolto-comunicazione è il fare riunioni brevi e periodiche, dove tutti possano parlare apertamente agli altri e dove le decisioni possano essere prese insieme, invece che calate dall’alto. Inoltre, puoi creare uno spazio dove chiunque abbia uno spunto o un’idea possa dare il suo contributo in modo semplice: se utilizzate Slack o un altra piattaforma per la comunicazione del team, puoi lanciare un canale per le “Idee”, uno per gli “Articoli interessanti”, etc.

3. Esempio vs Pretesa

Come tu guardi costantemente i tuoi collaboratori, così loro guardano te. Se tu arrivi ogni giorno un’ora in ritardo, se rimandi riunioni all’ultimo o se deleghi agli altri ogni lavoro che non ti piace, anche loro si sentiranno autorizzati a non rispettare gli orari e a lamentarsi per le proprie mansioni. Se vuoi pretendere qualcosa dagli altri, sii tu il primo ad essere coerente!

Questo non deve portarti a fare le ore piccole in ufficio, a svolgere ogni lavoro in prima persona e a trascurare il resto della tua vita per il lavoro. Ricordi il concetto di equilibrio? Devi trovare la tua misura, mostrando al tuo team un modo sano di approcciare il lavoro: sii preciso su cose semplici, come gli orari e il rispetto degli impegni presi. Ad esempio, non scrivere ai tuoi collaboratori durante il weekend, a meno che non sia un’emergenza! Bilancia la tua capacità di delegare con il portare a termine da solo qualche lavoretto più noioso, come correggere una bozza o andare a ritirare le fotocopie.

Un modo molto utile per migliorare sotto questo punto di vista è tenere una specie di diario, che può essere sia cartaceo che utilizzando uno strumento come Evernote, dove annotarti le cose positive e negative del tuo comportamento della giornata, in modo critico: il primo passo è proprio accorgersi di dove si sta sbagliando, per poi allenarsi a migliorare. Prova a mettere sotto esame te stesso, vedrai che risultati!

4. Premio vs Richiamo

Ecco, forse l’asse dove è più difficile trovare l’equilibrio. Basta pochissimo per diventare un team leader troppo indulgente o al contrario un capo duro, che incute timore nei collaboratori. Se sei più portato ad essere buono, lasciando correre gli errori e anzi lavorando tu stesso per mettere una pezza a lavori fatti male, allora dovrai allenarti per imparare a criticare – sempre in modo costruttivo ovviamente! – e far capire l’errore a chi sbaglia.

Se invece al contrario ti basta pochissimo per sbottare, alzando la voce e denigrando il lavoro altrui, è il caso di allenarti a mantenere la calma. Arrabbiarsi per ogni cosa può solamente causare paura attorno a te, ed è sicuro che nessuno può lavorare bene senza serenità! Sii sempre pronto a celebrare i risultati positivi e guarda con obiettività quelli negativi, proponendo già una soluzione o invitando chi ha sbagliato a proporne una.

In Sellf siamo convinti che questo sia uno degli assi più importanti, perché è quello che determina la motivazione delle persone. Per questo Sellf è focalizzato sul raggiungimento degli obiettivi e sulla loro condivisione, in modo che un risultato positivo ottenuto da una persona sia motore per tutti gli altri. Ma non solo: abbiamo pensato la sezione statistiche sul team apposta per i leader come te, dove vedere chi sta lavorando meglio e merita un premio, e chi invece ha bisogno di una mano.

 

Insomma, se piuttosto che un leader “controllore” vuoi essere un “tutor”, che tira fuori il meglio dalle persone e fa sì che siano soddisfatte del proprio lavoro, devi essere tu il primo a trovare l’equilibrio nelle tue scelte e azioni. Inizia subito ad allenarti!