Telemarketing per presa appuntamenti: come cambia con il nuovo GDPR

Telemarketing per presa appuntamenti: come cambia con il nuovo GDPR
Telemarketing presa appuntamenti GDPR

Fissi appuntamenti per i tuoi agenti con il telemarketing? Allora questo post fa per te! Se invece appartieni al gruppo di quelli che non utilizzano questo metodo: male, dovresti farlo! Si tratta di uno dei metodi più efficaci per aprire la strada ai tuoi commerciali ed iniziare a trasformare un contatto freddo in un potenziale cliente! Leggi qui per capire cosa cambia con il GDPR.

5 regole base che il GDPR impone!

1) Le persone devono accettare esplicitamente che i propri dati vengano raccolti.

2) Deve essere sempre possibile richiedere copia delle informazioni possedute.

3) I soggetti devono poter chiedere che i dati vengano modificati o cancellati.

4) Deve essere dato l’esplicito consenso da parte degli interessati ad essere oggetto di proposte commerciali.

5) Le persone devono poter sapere quando e come sono state raccolte le informazioni.

GDPR: le 3 domande più comuni.

Su questo tema si è fatta molta confusione (e molta ce ne sarà anche per i prossimi mesi) ed è per questo che prima di addentrarci nel caso specifico, è bene fare alcune precisazioni tecniche e pratiche in risposta alle principali domande.

1) La nuova norma riguarda anche le aziende?

No, il GDPR ha come finalità principale la tutela della privacy e la protezione dei dati personali dei cittadini, ovvero delle persone fisiche. Le realtà con persona giuridica (in genere le aziende) non vengono influenzate dalla nuova normativa.

2) Vale solo per gli strumenti del digital marketing?

La risposta anche in questo caso è no! Le nuove regole valgono per ogni strumento di marketing che preveda la raccolta, la conservazione e l’utilizzo dei dati personali come, per esempio, le telefonate e il telemarketing.

3) Il GDPR vale per tutti i clienti?

Sì, qualsiasi informazione personale che vada oltre al classico “nome e cognome” devono essere utilizzate secondo la nuova normativa, anche quando non volessi utilizzare quei dati a fine commerciale. Trattandosi di “dati sensibili” è importante custodirli correttamente!

Telemarketing, chiamate a freddo e GDPR.

Cominciamo con le brutte notizie: le telefonate a freddo ricadono perfettamente nei casi di “comunicazioni non richieste” oggetto della nuova normativa. Come possiamo ridurre il rischio di incorrere in sanzioni?

In linea generale la risposta migliore è “preriscaldando i tuoi contatti”, cioè spingendoli a dare spontaneamente a te e alla tua rete commerciale la possibilità di richiamarli; un buon modo è proporre al prospect una call di demo o una consulenza telefonica che risolva i suoi problemi. In questo modo sarà molto più facile convincerlo a lasciare il suo numero ai tuoi sales account che potranno contattarlo liberamente senza incorrere nelle maglie della normativa.

Una buona indicizzazione del tuo sito, le giuste campagne di annunci a pagameno e la progettazione ii form di contatto correttamente strutturati sono le migliori armi che il tuo team marketing può utilizzare per filtrare i nuovi contatti e qualificare al meglio i lead da passare alla rete commerciale. Ricordati che la regola del “silenzio-assenso” non conta più e che quando richiedi dei dati ai tuoi potenziali clienti devi assolutamente evitare di utilizzare caselle già barrate per ottenere l’accettazione delle regole di contatto.

Quando posso fissare un appuntamento telefonico?

  • quando qualcuno ti ha dato il consenso esplicito
  • se i dati che richiedi sono propedeutici a finalizzare un contratto
  • se utilizzi le informazioni per legittimi interessi aziendali, purchè questi ultimi non ledano le libertà personali del tuo contatto
  • se i dati possono essere utili a tutelare il benessere e la salute della persona.

Nella pratica questo vuol dire che quando operi nel settore B2C non devi mai contattare chi non ti ha dato il consenso esplicito, mentre se lavori B2B c’è uno spiraglio in più grazie al “legittimo interesse”: anche se numeri di telefono aziendali rientrano comuqnue nei dati personali, è anche vero che molte aziende lasciano volutamente nei siti i propri contatti in chiaro e questo, secondo alcune interpretazioni, equivale ad una disponibilità a ricevere telefonate che contengano proposte commerciali.  Tuttavia la risposta definitiva potrà arrivare solo nei prossimi mesi, mano a mano che gli organi preposti a vigilare l’attuazione del GDPR chiariranno le zone “grigie”.

Nel caso di meeting, convention o occasioni di networking le cose si complicano perchè il classico scambio di biglietti è valutato in maniera controversa: per alcuni esperti non può essere considerato equivalente ad un’autorizzazione esplicita mentre altre fonti sostengono che offrire spontaneamente i propri contatti ad un evento business è implicitamente un’ammissione di interesse verso potenziali proposte, anche commerciali! Per questo è necessario ricorrere al buonsenso e all’esperienza dei tuoi venditori che devono decidere di volta in volta se il nuovo contatto può essere chiamato oppure se è meglio attendere o desistere.

In conclusione, la soluzione per non cadere nelle sanzioni del GDPR (fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato aziendale) è concentrarsi sul generare lead di qualità, spingendo i prospect a fornire i loro numeri di telefono in cambio di contenuti di valore ma, soprattutto, utilizzare sempre il buon senso e l’esperienza del tuo sales team nell’individuare le occasioni in cui “osare” di più e quelle in cui è fondamentale attenersi alla lettera al regolamento.